COSA MANCA?



Tecnica, precisione, velocità.

La quasi totalità del "tactical" training moderno orbita attorno a questi 3 elementi, rendendoli vere e proprie colonne portanti.

Ma sono veramente così fondamentali?

Ovviamente, se sviluppati in maniera corretta e progressiva, la nostra risposta è assolutamente SI!

La domanda che vogliamo sottoporvi realmente è un'altra.

Esistono altre capacità che vale la pena potenziare per migliorare le performance a fuoco?

Anche in questo caso, la nostra risposta è SI.

Di cosa stiamo parlando?

Avere un ottimo decision making, sfruttare al meglio la nostra memoria ed avere una certa flessibilità nel trovare soluzioni permette di applicare gli automatismi acquisiti nel training tradizionale in maniera sempre più efficace e performante.

In sintesi riteniamo che allenare tecnica e capacità cognitive in simbiosi sia la vera chiave per ottenere un reale e concreto miglioramento delle performance, sia per lo sportivo che per l'operatore.

Per permettervi di comprendere meglio i motivi di questa affermazione, è essenziale analizzare e scomporre l'evento nel quale andiamo ad utilizzare l'arma.

In questa immagine abbiamo grossolanamente sintetizzato gli elementi che solitamente affrontiamo in allenamento cercando di simulare il contesto reale. In sostanza abbiamo uno start (buzzer del timer o qualsiasi altro segnale) che ci autorizzerà all'estrazione dell'arma, per poi procedere al puntamento e successivamente all'azione di fuoco. Quest'ultima avrà una durata pressoché definita in allenamento, anche se in un contesto reale è fortemente soggetta a variazioni. Se pensiamo ad un azione operativa infatti, possono subentrare molteplici fattori (come la risposta del nostro avversario, errori da parte nostra oppure condizioni mutevoli dell'ambiente) che varieranno notevolmente i tempi esecutivi che ci siamo immaginati. Ovviamente lo stesso può avvenire in una gara sportiva, nella quale possiamo commettere errori.

Questo ci aiuta a comprendere meglio l'impatto che la nostra capacità di ragionamento ha sulla performance e quindi sul fattore chiave, il tempo.

Possiamo quindi iniziare a visualizzare un'importantissima fase cognitiva, che il nostro cervello affronta per tutta la durata fase esecutiva, in totale simbiosi.

Mentre i nostri muscoli eseguiranno i movimenti che abbiamo allenato allo sfinimento, il nostro cervello avvierà un processo di acquisizione informazioni, elaborazione e esecuzione, che ci porterà a reagire agli imprevisti nel modo che riteniamo migliore.

Un altro fattore di fondamentale importanza che andrà considerato è che, in un contesto reale, l'estrazione dell'arma rappresenta l'avvio di una forte sorgente di stress, poiché rappresenta l'extrema ratio da cui dipende la nostra sopravvivenza (oppure l'inizio della competizione). Entra quindi in gioco una forte componente emotiva, che potrebbe compromettere le capacità cognitive.

In questa ultima immagine viene rappresentata la sequenza dei processi (cognitivi ed esecutivi) in base alla nostra interpretazione. Come noterete l'evento non inizia con l'estrazione dell'arma, ma in realtà è preceduto da una prima fase cognitiva, durante la quale verranno acquisiti elementi e creata una pianificazione, determinante nella fase a fuoco (al punto da poterla addirittura escludere). Ad esempio, prima di uno scontro vengono analizzati dettagli che possono crearci vantaggi "tattici" avviando un processo molto complesso di decision making che andrà a determinare la sequenza di procedure ed azioni meccaniche che verranno applicate pochi secondi dopo.

Risalta quindi l'importanza di sviluppare l'aspetto cognitivo contestualmente alle procedure ed azioni meccaniche, creando quindi un sistema interconnesso dal quale trarre un'infinita serie di vantaggi.

Cosa manca quindi?

Un sistema di allenamento per lo sviluppo cognitivo.

Underdog CORE nasce per questo.

M. Ferraguti

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