PERCHE' LO STAI FACENDO? WHY ARE YOU DOING IT?

ITALIAN/ENGLISH


-IT-

Perchè investi tutto il tuo tempo libero ad allenarti con un'arma da fuoco?

Se la risposta a questa semplice domanda è "perchè ci lavoro" oppure "perche voglio sapermi difendere" allora ti consigliamo la lettura di questo articolo.



Il mondo del tiro tattico, che cresce di giorno in giorno, probabilmente a causa della percezione di instabilità causata da mille fattori, si evolve seguendo un unico filone dal quale poi ognuno di noi si diverte a trovare tante piccole varianti che portano una costante mutazione dello stile e ad un suo costante miglioramento. Tendenzialmente il focus dei nostri allenamenti verte sempre sullo sviluppo di 3 abilità, ovvero il maneggio, la precisione e la velocità, oltre che a qualche approccio tattico.

Cosa manca?

Se quello che ci spinge ad allenarci con costanza e dedizione è il senso di responsabilità nei confronti di chi circonda e vogliamo proteggere (la popolazione o i nostri colleghi nel caso di Law Enforcement & Military, oppure la famiglia nel caso dei civili) non possiamo non evidenziare una grossa mancanza nel "trend" del tactical training, cioè dare la giusta importanza al bersaglio.

Con questo non intendiamo la precisione oppure la velocità con cui lo colpiamo, ma il modo con cui ci si approccia ad esso. Nel mondo reale, fuori dal poligono, il bersaglio rappresenta un individuo pericoloso per noi o per le persone che dobbiamo difendere, per cui dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella nostra formazione. Se analizziamo con obbiettività il nostro metodo di allenamento, nel 99% dei casi il bersaglio è statico e siamo noi a decidere quando attingervi, mentre in realtà nel 99% dei casi il bersaglio è in movimento ed imprevedibile. Capite quindi che così facendo dimezziamo l'efficacia del nostro training, forzando lo sviluppo delle meccaniche muscolari a discapito del ragionamento.

Allenamento cognitivo

E' vero, sotto stress il nostro cervello tenderà a farci riprodurre i movimenti che abbiamo allenato maggiormente, quindi aver sviluppato un ottimo maneggio con una buona precisione e velocità ci permetterà di sparare un colpo con discreta efficacia.

Ma siamo sicuri che sparare fosse la soluzione corretta? Siamo sicuri di aver sparato ad una reale minaccia? La risposta non è sempre scontata.

E' per questo motivo che gli esercizi cognitivi durante il nostro training, al poligono o in dry fire, sono fondamentali. Sicuramente molti di voi ne avranno fatto qualcuno, e vi sarete accorti che tendono a ridurre notevolmente le vostre doti da tiratore. Questo perchè non si allena quasi mai contemporaneamente capacità cognitiva e memoria muscolare, quindi quando questo avviene subiamo una sorta di "sovraccarico" che ci porta in una condizione di forte stress. Ma perchè auto-limitarsi? Perchè non allenare il nostro cervello ogni volta che utilizziamo la nostra arma? Ha senso essere precisi e veloci se poi probabilmente non saremo in grado di fare scelte di fondamentale importanza perché in balia dell'adrenalina?

Il cervello dovrebbe essere sempre la nostra risorsa principale durante una situazione di emergenza, e come tale dovremmo allenarlo con costanza.

Questo è il principio su cui ci piacerebbe poneste la vostra attenzione.

Keep it real!



-EN-

Why do you invest all your free time in firearm training?

If the answer to this simple question is "because I work with it" or "because I want to know how to defend myself" then we recommend reading this article.


The world of tactical shooting, which grows day by day, probably due to the perception of instability caused by a thousand factors, evolves following a single trend from which each of us enjoys finding many small variations that bring a constant mutation of the style and its constant improvement. We tend to focus on the development of 3 skills, handling, accuracy and speed, as well as some tactical approach.

What is missing?

If what drives us to train with constancy and dedication is the sense of responsibility towards those around us and we want to protect (the population or our colleagues in the case of Law Enforcement & Military, or the family in the case of civilians) we cannot fail to highlight a big lack in the tactical training "trend", give the right importance to the target.

By this we don't mean the precision or the speed with which we hit it, but the way in which we approach it. In the real world, outside the shooting range, the target represents a dangerous individual for us or for the people we must defend, so he should play a fundamental role in our training. If we objectively analyze our training method, in 99% of cases the target is static and we decide when to draw from it, while in reality in 99% of cases the target is moving and it's unpredictable. So you understand that by doing this we halve the effectiveness of our training, forcing the development of muscle mechanics to the detriment of reasoning.

Cognitive training

It is true, under stress our brain will tend to make us reproduce the movements we have trained the most, so having developed an excellent handling with good accuracy and speed will allow us to fire a shot with moderate effectiveness.

But are we sure that shooting was the correct solution? Are we sure we shot a real threat? The answer is not always obvious.

It is for this reason that the cognitive exercises during our training, at the shooting range or in dry fire, are fundamental. Surely many of you have done some, and you will have noticed that they tend to greatly reduce your shooting skills. This is because he hardly ever trains cognitive capacity and muscle memory at the same time, so when this happens we suffer a sort of "overload" that brings us into a condition of high stress. But why limit yourself? Why not train our brain every time we use our weapon? Does it make sense to be precise and fast if we will probably not be able to make choices of fundamental importance because at the mercy of adrenaline?

The brain should always be our main resource during an emergency, and as such we should train it consistently.

This is the principle on which we would like you to focus your attention.

Keep it real!

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